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October 14 orribile in un paese che si dichiara "civile"!!!AIDAA: OGNI ANNO IN ITALIA VENGONO UCCISI 25MILA CANI
Ogni anno in Italia vengono uccisi almeno 25mila cani, tra randagi e di proprietà. Secondo l'Aidaa, a questi numeri vanno aggiunti gli almeno 5mila cani che ogni anno rimangono vittime di incidenti di caccia, secondo i dati Federcaccia.
La maggior parte dei randagi viene uccisa con bocconi avvelenati che da qualche mese sono proibite per legge, ma in alcune regioni del sud (dati di Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio) diverse centinaia di cani randagi sarebbero stati eliminati a fucilate in vere e proprie battute di caccia organizzate, in alcuni casi, anche con il tacito consenso delle amministrazioni locali. I dati sono stati raccolti tra settembre 2008 e agosto 2009 e "vanno a sommarsi - dice Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa - agli oltre 750mila cani maltrattati e tenuti in condizioni di vita inadeguata".
Non mancano comunque episodi di abbattimento di gruppi di cani randagi anche al Nord, alcune segnalazioni ci sono giunte dal nord della Lombardia (Brescia-Bergamo e Sondrio), dal Veneto (Padova,Vicenza, Verona e Treviso) e dal Piemonte anche in questi casi il metodo preferito è quello dello spargimento di polpette avvelenate, che provocano agli animali una morte lenta ed atroce. Capitolo a parte per i circa 4mila casi raccolti di cani di proprietà uccisi direttamente dai proprietari o in quanto anziani e abbattuti senza ausilio dell'autanasia. Non mancano casi di atti di vero e proprio sadismo Inoltre, riferisce l'Aidaa, almeno 800 cani sono morti ammazzati dalle automobili e dai camion sulle strade ed autostrade italiane nel corso dell'estate 2009 in quanto abbandonati dai loro proprietari, la regione che vanta il maggior numero di cani vittime della strada sono Veneto, Lazio e Puglia. La pratica della mattanza dei cani randagi, secondo l'Aidaa, è purtroppo "molto più vasta" rispetto ai numeri denunciati, in quanto sono molteplici le segnalazioni che giungono dal sud, ma anche da alcune regioni del centro Italia. "Migliaia di cani" tenuti in canili e rifugi "controllati dalla malavita" sarebbero stati soppressi "ma la loro morte non sarebbe segnalata in quanto continuando a risultare ospiti dei canili la malavita che gestisce queste strutture, ed in Italia sono almeno duecento - conclude Croce - intascano migliaia di euro al mese dagli enti locali per il mantenimento di cani che in realtà sono morti". April 22 Earth DayOggi si celebra la giornata della Terra
Tutti, a prescindere dalla razza, dal sesso, da quanto guadagnino o in che parte del mondo vivano, hanno il diritto morale a un ambiente sano e sostenibile. L’Earth Day, il giorno della Terra, da quasi quarant’anni si basa saldamente su questo principio. Il 22 aprile del 1970, 20 milioni di cittadini americani, rispondendo a un appello del senatore democratico Gaylord Nelson, si mobilitarono in una storica manifestazione a difesa del nostro pianeta. Oggi, su questo principio quanto mai d’attualità ci si mobiliterà ancora, in 174 paesi del mondo.
L’Earth Day 2009 segnerà l’inizio di una grande campagna di sensibilizzazione denominata dagli organizzatori “Green Generation Campaign” i cui punti principali sono la ricerca di un futuro basato sulle energie rinnovabili, che ponga fine alla nostra comune dipendenza dai combustibili fossili, incluso il carbone. Un impegno personale a un consumo responsabile e sostenibile. La creazione di una “economia verde” che tolga la gente dalla povertà con la creazione di milioni di “posti di lavoro verdi” e trasformi anche il sistema educativo globale in un sistema educativo “verde”. Il 22 aprile, Giorno della Terra, è l’occasione per migliaia di eventi organizzati in scuole, comunità, villaggi e città in tutto il mondo. In Italia, per il terzo anno consecutivo, a promuovere la manifestazione sarà Nat Geo Music, il canale musicale di National Geographic. A Roma, in serata, è previsto un grande concerto a Piazza del Popolo, con Ben Harper e altri artisti internazionali e italiani. Nelle sale cinematografiche anteprima del film “Earth - La nostra Terra” prodotto da DisneyNature, un inno alla Terra e alla sua bellezza. dal sito www.lastampa.it
Giorno della Terra
Il Giorno della Terra, in inglese Earth Day è il nome usato per indicare due diverse festività: una che si tiene annualmente ogni primavera nell'emisfero nord del pianeta, e un'altra in autunno, dedicate entrambe all'ambiente e alla salvaguardia del pianeta Terra. Le Nazioni Unite celebrano questa festa ogni anno nell'equinozio di primavera, ma è un'osservanza ufficializzarla il 22 prile di ciascun anno. La festività è riconosciuta da ben 175 nazioni e viene celebrata da quasi mezzo miliardo di persone.
L'Earth Day fu celebrato a livello internazionale per la prima volta il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Nato come movimento universitario, nel tempo l'Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili.
Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate. dal sito www.wikipedia.org
siti ufficiali
http://www.earthday.net/ (in inglese)
http://www.decrescita.com/terra/ (in italiano)
http://www.facebook.com/group.php?gid=43010967198 (gruppo su facebook)
March 26 Termovalorizzatore di Acerradal sito http://xavier.blogspirit.com/
Berlusconi avvia il termovalorizzatore
per «bruciare» la crisi dei rifiuti L'impianto, i cui lavori sono iniziati 5 anni fa, a regime brucerà duemila tonnellate di immondizia al giorno NAPOLI - Il premier Silvio Berlusconi ha effettuato un sopralluogo ad Acerra in vista del «via» di giovedì mattina, quando partirà il termovalorizzatore. Il presidente del Consiglio era accompagnato dal sottosegretario all’emergenza rifiuti, Guido Bertolaso. E mentre Berlusconi «ispezionava» Acerra, scattavano le prime manifestazioni di protesta con un corteo partito dalla sede del municipio. Il blitz del premier era rivolto a controllare che tutto fosse a posto e che non ci fossero sorprese in occasione dell'atteso «vernissage». Così il premier ha partecipato alle ultime prove che hanno interessato il camino dell'impianto di smaltimento dei rifiuti campani. Poi è partito alla volta della Prefettura di Napoli dove ha incontrato i sindacati per la vertenza Fiat di Pomigliano d'Arco. Quando giovedì mattina il presidente Berlusconi premerà simbolicamente il bottone che accende il termovalorizzatore di Acerra, un altro tassello per uscire definitivamente dall’emergenza rifiuti che da 15 anni infesta la Campania sarà a posto. L’entrata in funzione dell’impianto, che a regime brucerà duemila tonnellate di immondizia al giorno, rappresenta un altro duro colpo - come è stato un mese fa l’apertura della discarica di Chiaiano - a quell’intreccio di interessi economici, politici e criminali, cattiva gestione e sprechi, proteste di piazza ed errori, che è stato il vero responsabile della crisi. Perchè è indubbio, e decine di inchieste delle procure sono lì a dimostrarlo, che se Napoli e la Campania sono finite sui giornali di tutto il mondo per le montagne di rifiuti nelle strade e non per le bellezze della regione, lo si deve al fatto che per anni in molti hanno guadagnato sull’emergenza. Cinque anni dopo l’avvio dei lavori, l’impianto di Acerra entra dunque in funzione: costruito su tre linee di termovalorizzazione, ha una capacità di smaltimento e recupero energetico di circa 600mila tonnellate all’anno di rifiuti urbani non pericolosi. A gestire l’impianto, per i prossimi 15 anni, sarà la A2A, la società lombarda che già gestisce i termovalorizzatori di Milano e Brescia. I costi, sottolineano dalla struttura del sottosegretario Guido Bertolaso, «saranno totalmente compensati dalla quota di energia elettrica che A2A cederà al gestore nazionale del servizio elettrico e quota parte dei proventi verrà riversata nelle casse dello Stato». Quella dei costi è una partita ancora aperta dato che la commissione nominata per la valutazione dell’impianto, dopo l’uscita della Fibe con la quale però è ancora aperto un contenzioso, non ha ancora terminato il lavoro. Quel che è certo, invece, è che quando domani l’impianto entrerà in funzione, non si vedrà il fumo uscire dal camino: le tecnologie con cui è stato realizzato riducono infatti al minimo le emissioni. Per la visita del premier, inoltre, saranno interrotti tutti i lavori in corso al cantiere, in modo che si potrà circolare senza dover prendere precauzioni. E non mancheranno le proteste: i comitati di lotta si sono dati appuntamento a piazza Castello, contro quello che definiscono «ecomostro». «Alla vigilia dell’ accensione - dicono - le nostre ragioni sono ancora in piedi e le nostre semplici domande continuano a non trovare risposte». L’apertura del termovalorizzatore è stata uno dei punti fermi della strategia del sottosegretario Guido Bertolaso, fin dal giorno del suo insediamento l’11 giugno scorso quando in strada c’erano 35mila tonnellate di rifiuti. Assieme alla realizzazione delle discariche e all’avvio della raccolta differenziata. In poco più di 270 giorni sono state raccolte quasi 2 milioni di tonnellate, (6.788 di media al giorno), mentre altre 40mila sono state inviate in Germania. Con Acerra in funzione, la prossima tappa importante è la realizzazione del termovalorizzatore di Napoli, che smaltirà 450mila tonnellate l’anno. Dovrebbe entrare in funzione entro il novembre 2011, anno in cui i 551 comuni campani si sono impegnati a raggiungere l’obiettivo del 50% di raccolta differenziata. Due punti che, se realizzati, potrebbero veramente chiudere una volta per tutte la vicenda rifiuti. Ma fino ad allora, come ha ripetuto spesso Bertolaso, «non bisogna abbassare la guardia perchè non siamo ancora fuori dall’emergenza». (Corriere) Commenti personali:
"Condivido appieno la scelta dei termovalorizzatori e dell'obiettivo del 50% di raccolta differenziata per il 2011"
Link utili che stanno da entrambi le parti!!!
Buona lettura
June 04 04 giugno 2008Il 4 giugno 1994 muore, all'età di 41 anni, Massimo Troisi.
Massimo muore a Ostia 12 ore dopo la fine delle riprese del film "Il Postino": attacco cardiaco durante il sonno conseguente a febbri reumatiche di cui soffriva sin dall'età di 12 anni
Un mio piccolo omaggio:
- Comm'aggio accuminciato? Ecco... io ero 'nu guaglione... ero andato a vedere un grande film. Si trattava di Roma città aperta, chillu grande lavoro di Rossellini. Me n'ero uscito r'o cinema con tutte quelle immagini rint'a capa e tutte quante le emozioni dentro. Mi sono fermato 'nu mumento e m'aggio ritto... "Massimo, da grande tu devi fà 'o geometra" -
(Massimo Troisi)
"Meglio 50 giorni da orsacchiotto"
dal film: "Scusate il ritardo" del 1983 May 13 12 maggio 2008Il 12 maggio 1995 muore, a soli 47 anni, Mia Martini.
Arresto cardiocircolatorio è il risultato dell'autopsia.
Una delle voci più intense, malinconiche e indimenticabili della musica italiana lascia un vuoto incolmabile.
(collegamento puntata trasmissione "La storia siamo noi")
December 08 senza parole!!!Crudeltà umana
Cane morto in nome dell'arte, l'indignazione viaggia sul web
Un cane legato a una parete e lasciato morire di stenti. Anche questa è arte? Secondo Guillelmo Vargas, meglio conosciuto come Habacuc, sì. L'artista per rappresentare l'indifferenza umana non ha usato pennelli e tela. Ma ha raccolto un cucciolo randagio da quartiere povero di Managua, in Costa Rica, lo ha collocato in una sala bianca, incatenato a debita distanza dai "cibi artistici" : croccantini disposti in modo tale da formare una scritta: "Eres lo que lees". (Siete ciò che leggete).
Possibile che accadano cose del genere anche nel mondo dell'arte e della cultura che teoricamente dovrebbe essere più civile? Sembrerebbe proprio di sì. La povera bestiola senza cibo né acqua ha resisto due giorni poi è morta. La notizia di quest'atto di crudeltà, che si è voluto far passare per opera artistica, ha fatto il giro del mondo, ripresa da giornali e commentata su numerosi blog.
(...)
E in effetti il Madc (Museo de arte y diseno contemporaneo) conferma la la sua stima per Habacuc Vargas rifiutando ogni intervento, a cominciare dalla cancellazione dell'artista dal catalogo della Biennale Centroamericana del 2008. "Un'opera anche se discussa e discutibile - sta scritto in un comunicato del museo - deve servire da spunto per opinioni diverse, e sia pure contrarie, però non deve mai dare spunto a censura".
Quello che però sconvolge di più di tutta la storia è che nessuno dei visitatori, una volta osservata l'anomalia dell'esposizione a cui assistevano, abbia richiesto la liberazione del cane. Così come non c'è stato nessun intervento da parte delle autorità -magistratura e polizia - a cui dovrebbe spettare il compito di impedire gesti disumani.
(...) Tuttavia ora, forse proprio grazie alle numerose proteste che girano in rete qualcosa si sta muovendo. Per fare in modo che non si creino più opere di questo genere un gruppo di intellettuali dei paesi coinvolti nella vicenda ha lanciato una raccolta di firme sul sito petitiononline.com per impedire la partecipazione di Habacuc Vargas all'edizione 2008 della Binennale Centroamericana. Un piccolo gesto fatto nella speranza che in futuro nessun altro essere vivente debba essere sacrificato in nome di una "buona causa" artistica.
L'opera di Guillelmo Vargas October 06 notizie dall'ENPATORNA LA TRADIZIONALE “GIORNATA DEGLI ANIMALI” DELL’ENPA
Il 6 e 7 ottobre, nelle piazze italiane, torna l'appuntamento a cui gli amici degli animali partecipano ogni anno sempre più numerosi: la Giornata degli Animali. La zampa di un cane che "batte un cinque" con la mano di un uomo: è questo il simbolo della Giornata. La festa dei nostri amici con la coda, che cade durante il weekend successivo alla ricorrenza di San Francesco, è un appuntamento ormai tradizionale per gioire insieme ai nostri animali, oltre che un'occasione fornita dall'Enpa per compiere qualche buona azione verso i loro fratelli più sfortunati.
Fin dal 20 settembre, si ha la possibilità di aiutare la Protezione Animali grazie alla disponibilità di Tim, Vodafone, Wind, 3 e Telecom: con il numero unico 48585, dal 20 settembre al 10 ottobre, chi invia un sms dona 1 Euro e riempie una ciotola dei cani e gatti accuditi dall'Enpa, chi telefona da telefono fisso dona 2 Euro (e di ciotole ne riempie due!), grazie al generoso contributo di Effeffe, azienda leader nella produzione di petfood. Il principale avvenimento della Giornata, organizzata dall'Enpa in oltre 200 banchetti e pubblicizzata da numerosi media con Radio 105 e Radio Montecarlo in prima fila, è la possibilità di partecipare al referendum “Le città per gli animali”: finalmente ai cittadini sarà data l'occasione di esprimere i propri desideri, suggerendo alle autorità politiche e amministrative concrete indicazioni per il benessere degli animali. “Ai partecipanti sarà presentata una rosa di possibili iniziative”, spiega Carla Rocchi, presidente dell'Ente nazionale protezione animali, “tra le quali votare le tre che più vorrebbero attuate nella loro città. Ci è parso un modo importante per celebrare il bicentenario della nascita di colui che ha fondato la nostra associazione: Giuseppe Garibaldi. Sono passati due secoli, ma ancora si stenta ad ascoltare il parere di almeno 40 milioni d'italiani che hanno a cuore gli animali. Enpa si farà loro portavoce per stimolare le autorità alla realizzazione delle proposte più votate”. L'emblema della Giornata, realizzato per Enpa dall'agenzia pubblicitaria Armando Testa, trova quest'anno una simpatica concretizzazione. Ce la illustra Marco Poli, consigliere delegato del centro Comunicazione & sviluppo Enpa: “Alle persone che provano amore per gli animali è sempre mancato un oggetto da poter indossare con orgoglio come simbolo dei loro sentimenti. Per questo abbiamo chiesto a Unoaerre, tra i principali produttori mondiali di oreficeria, di realizzare un apposito ciondolo che esprimesse con stile il senso di questa splendida amicizia. E siamo orgogliosi del risultato raggiunto”. Ai tavoli ci saranno anche altri materiali: gadget del catalogo Enpashop (magliette, poster, adesivi ecc.), depliant istituzionali Enpa (donati da Agos Itafinco) e per i più piccoli, i simpatici palloncini a marchio Delfini Enpa oltre ai coloratissimi e originali tattoo all'acqua donati dalla Pizzardi Editore. A sostenere la Giornata degli Animali ci sarà infine il Gruppo Iper. Sarà possibile, presso i 26 ipermercati del Gruppo, donare un pasto a un nostro trovatello semplicemente acquistando un prodotto della linea “Amici di Casa”. tratto dal sito www.enpa.it
Ente Nazionale Protezione Animali September 25 Luca e BrickRinuncia alla Nazionale per salvare il cocker
Luca Ansaldi, campione di hockey, ha saltato il ritiro azzurro per stare vicino al cane in pericolo di vita. La federazione lo ha deferito
MILANO — Muove la coda piano, appena gli fanno un sorriso. Brick è ancora debolissimo, si trascina a fatica nel giardino di una villetta di Merano. Ma si riprenderà. Questo vecchio cocker spaniel a chiazze bianche e nere, con quegli occhioni dolcissimi e scuri sembra capire che deve tutto a quel suo «papà» tanto speciale. Non uno qualunque. Un campione di hockey su ghiaccio, Luca Ansoldi, 24 anni, che da tre gioca in nazionale. E che non ci ha pensato due volte a rinunciare al ritiro azzurro per l'Ice Euro Challenge per assistere il suo cocker, da giorni tra la vita e la morte, con gravi problemi ai reni e di anemia. Il giorno della partenza ha alzato il telefono e ha avvertito l'allenatore, Mickey Goulet: «Coach, il mio cane sta morendo. Devo assisterlo, stavolta non ce la faccio proprio a partire».
Poche parole che non sono piaciute per niente a Goulet. Ed ora il campione, in forza alla Sportivi Ghiaccio Cortina, questo suo grande amore per il fedele Brick rischia di pagarlo davvero caro. Il presidente della Federghiaccio, Giancarlo Bolognini, lo ha deferito alla Procura federale: «Un atleta convocato, se non si presenta e non fornisce motivazioni valide va segnalato. E un cane malato, per quanto caro, non è una giustificazione valida. Sarà ora la giustizia sportiva a decidere su eventuali sanzioni o se lasciar perdere».
Luca il suo Brick se lo coccola e lo porta in giro in braccio, come fosse un neonato: «Sta bene, per me è la cosa più importante. Il veterinario mi ha detto che guarirà, del resto ha già 13 anni. Ne avevo 11 quando con mio fratello e i miei genitori siamo andati a prenderlo al canile. E' uno di famiglia, non potevo lasciarlo, credetemi. Sono certo che tutti possono capirmi». Nessuno poteva badare a Brick. Mamma e papà Ansoldi erano al lavoro, impossibile prendere ferie. Ironia della sorte, il fratello Massimo, pure lui campione sul ghiaccio, è veterinario: ma nella clinica dove lavora non si fanno dialisi per animali. Neppure lui poteva stare dietro al vecchio Brick. Gli amici, per la verità, si sono offerti di seguire le cure del cane: «Li ho ringraziati tantissimo - si giustifica Luca — ma dovevano fare flebo, tenerlo sotto farmaci per ore: non poteva essere abbandonato ad estranei. Ne sarebbe morto».
Difende con forza i suoi «motivi di famiglia»: «Mi è costato, e anche tanto non indossare la maglia azzurra. La nazionale è il sogno di tutti. Ma la mia ritengo sia una giustificazione valida, e non fa differenza che Brick sia un cane o un figlio o un padre: stava morendo, dovevo salvarlo. E spero che le cose si chiariscano anche con il mio coach. Appena ci vedremo sono certo che riusciremo a spiegarci. I ragazzi della nazionale sono stati eccezionali: hanno compreso, mi hanno mandato messaggi di in bocca al lupo per il mio cocker». Adesso ci sono i mondiali di Mosca in vista, sarà un periodo di allenamento duro e un po' di timori, con tutto questo can can intorno al caso, Luca Ansoldi ce li ha: «Spero che la mia scelta non pregiudichi la mia convocazione in nazionale, ci tengo troppo». Il presidente Federghiaccio sorride e usa toni tranquillizzanti: «Cerchiamo di capire senza drammatizzare: non mi sembra che siamo in presenza di colpe tanto gravi». La storia ha l'aria di concludersi con un lieto fine.
Cristina Marrone
05 settembre 2006
August 24 no comment04 Agosto 2006
In Italia 50mila bambi da uccidere
Governo in campo per salvare animali
La Regione Piemonte non è il «paese dei cattivi» che vogliono far strage di poveri «Bambi»: in Italia sono decine di migliaia i caprioli destinati ai «prelievi» cioè all'uccisione. Si calcola che i capi da abbattere siano circa 50 mila: 4000 solo in Piemonte ma ci sono regioni come l'Emilia-Romagna che prevedono l'uccisione di ben 6990 caprioli, tra questi anche cuccioli di un anno con il «prelievo in forma selettiva» e ai caprioli si aggiungono 250 daini, poi mufloni e cinghiali. I numeri li decidono gli Ambiti territoriali, enti che fanno parte delle amministrazioni provinciali e che ogni anno contano i capi in sovrannumero per i quali il destino è appunto l'abbattimento. Per ora la «strage» è solo rimandata, per almeno due settimane, fino al 24 agosto: l'inizio dell'abbattimento era previsto per il dieci, e almeno cento caprioli potranno essere trasferiti in Calabria.
Ieri però è intervenuto il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, rispondendo al Question Time della Camera ha promesso: «Salveremo dalla strage i caprioli piemontesi». D'accordo ministro ma gli altri 46 mila? «Per adesso affrontiamo un caso alla volta. I nostri uffici si sono messi in contatto con i Parchi appenninici per trovare posto agli animali del Piemonte. Poi penseremo a come evitare l'abbattimento come strumento di selezione naturale». Ma l'interesse per i caprioli è politicamente trasversale, tra i primi a muoversi per salvare i Bambi piemontesi era stato Vittorio Sgarbi, assessore alla Cultura al comune di Milano: «Ringrazio il ministro per essere intervenuto e per avere suggerito una soluzione alternativa: istituire parchi per animali, obiettivo giusto e segno di civiltà e rispetto per fauna e flora. Mi compiaccio - ha aggiunto - che alcune forze politiche della sinistra abbiano fatto prevalere la sensibilita per queste questioni, anzichè difendere a prescindere l'amministrazione, del loro stesso colore».
Dei caprioli si era interessato anche il capogruppo dello Sdi al consiglio regionale del Piemonte, Luigi Ricca, che in una nota ha proposto «trasferiamoli nei parchi dell'Albania. Il governo dell'Albania recentemente ha segnalato "la necessità di reperire ungulati per il ripopolamento dei parchi nazionali, la cui presenza è stata drammaticamente depauperata nel corso dei conflitti che hanno interessato l'area"».
Intanto le associazioni ambientaliste hanno dato l'allarme dal Wwf, agli Animalisti Italiani, l'Enpa e la Lav, fino alle più piccole realtà locali. Il Wwf ha proposto una mappa dei Parchi dove i caprioli possono essere trasferiti e in una nota sottolinea: «Il Piemonte è la prima regione ad applicare la liberalizzazione alla caccia di selezione agli ungulati durante tutto l'anno, approvata con un blitz nella Finanziaria 2005». dal sito www.tgcom.mediaset.it
24 agosto 2006
"Piemonte, più di cento i caprioli abbattuti
continuano le contestazioni degli animalisti" ALESSANDRIA - Era stato abbattuto stamattina il primo dei 150 caprioli che in una decina di giorni dovranno essere eliminati nell'alessandrino. A metà giornata il numero di animali uccisi è aumentato drasticamente. Una novantina nella provincia di Cuneo, quattordici in quella di Alessandria, due in quella di Asti: è il bilancio del primo giorno di caccia selettiva in Piemonte, secondo il piano di abbattimento deciso dalla Regione, che prevede 4.996 esemplari da eliminare, su una popolazione tra i 40mila e i 50mila capi.
Alla base della campagna di abbattimento, l'aumento consistente del numero degli animali che avrebbero rovinato i boschi e provocato una serie di incidenti stradali. In tutta la provincia gli abbattimenti previsti erano 874, diminuiti di un centinaio con la decisione di tentare una sperimentazione: niente abbattimento e invece trasferimento altrove, ad esempio in Calabria, regione che ha dato la disponibilità. Per comprendere la fattibilità si attende il parere dell' Infs (Istituto nazionale di fauna selvatica). Nonostante la riduzione dei capi da eliminare le contestazioni non sono mancate. Armati di fischietti, campanacci e pentole, gli animalisti hanno protestato nella periferia di Acqui (Alessandria) per mettere in fuga le vittime, di fronte ad un imponente schieramento di forze dell' ordine. Alcuni momenti di tensione si sono verificati quando il primo cacciatore si è presentato con un animale in braccio al centro di controllo di Acqui. Sono ancora da vagliare da parte del Tar di Torino i ricorsi presentati da alcune associazioni ambientaliste contro il piano di abbattimento, con una prima udienza fissata per il 6 settembre. Nessuno scontro con gli ambientalisti invece nell'astigiano e nel cuneese, dove i caprioli da abbattere sono rispettivamente 126 e 1.319. Nell'astigiano i due abbattuti erano a Roccaverano, mentre nel cuneese si è sparato per ora nei comprensori alpini delle Valli Monregalesi e dell'Alta Valle Tanaro e negli Atc di Cortemilia e Dogliani-Alba. L' apertura della caccia selettiva in Piemonte per oggi ha riguardato anche le province di Torino e di Biella, ma non ancora quelle di Vercelli e di Verbania, dove gli abbattimenti inizieranno fra fine mese e inizio settembre. In provincia di Torino gli abbattimenti programmati sono 1.628, in quella di Biella 185, nel novarese 104, nel vercellese 330 e nel verbano 450. Il piano non riguarda però solo i caprioli, ma anche altri ungulati, con date d'inizio della caccia selettiva che vanno da fineagosto all'inverno. I daini da abbattere risultano 502, i camosci 2.783, i cervi 1.082, i mufloni 228 e i cinghiali 5.352. Intanto oggi l' assessore regionale alla Tutela della Flora e della Fauna, Mino Taricco, ha difeso il piano di prelievo dei caprioli ricordando l'elevato numero di incidenti stradali da loro causati (1037 fra il 1993 e il 2005) nonchè i gravi danni che provocano all' ambiente e all' agricoltura: circa 5 milioni di euro all' anno. D'accordo con la linea regionale è l'Arci Caccia, che ha parlato di "demagogia" di animalisti e anticaccia e di "costi non più sopportabili dalla Regione" per i danni da pagare. Della stessa idea, la Coldiretti cuneese, che ha ricordato come "già i danni alle coltivazioni dovuti ai cinghiali siano molto ingenti". dal sito www.repubblica.it February 27 Torino 2006
Medagliere azzurro
ORO
ARGENTO -
BRONZO
Sotto ho messo le foto degli atleti che ci hanno fatto sognare in questi giorni!!! February 18 VERGOGNA!!!Non più vergine? Stupro meno graveCassazione: "Anche se vittima è 14enne"Lo stupro di una minorenne è meno grave se la vittima ha già "avuto rapporti sessuali". Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, precisando che "è lecito ritenere" che siano più "lievi" i danni che la violenza sessuale provoca in chi ha già avuto rapporti con altri uomini, prima dell'incontro con il violentatore. I giudici hanno dunque accolto il ricorso di un patrigno accusato di aver stuprato la "figlia" di 14 anni. E' questa l'opinione della Terza sezione penale della Cassazione. In sostanza i supremi giudici della Terza sezione penale della Cassazione dicono che sia di più modeste proporzioni la violenza sessuale quando a subirla è un'adolescente non più vergine. Questo perché "la sua personalità, dal punto di vista sessuale" è "molto più sviluppata di quanto ci si può normalmente aspettare da una ragazza della sua età". Così, chi violenta una minorenne vissuta in un ambiente socialmente degradato e difficile, e della quale abusa, essendo per di più il convivente della madre, può ottenere il riconoscimento della "attenuante" del "fatto di minore gravità", invocato in nome della perduta illibatezza della vittima. I fatti Il legale "Stupro,sentenza sarà seppellita"Si spacca la Corte di CassazioneLa Corte di Cassazione si spacca sulla sentenza che ha considerato come "minor gravità" una violenza ai danni di una minorenne che abbia già avuto rapporti sessuali. "E' una sentenza che sarà seppellita con ingnominia dalla stessa Corte: non troverà mai spazio nel Massimario e verrà citata come un esempio da non seguire". Questa l'assicurazione dai "piani alti" della Suprema Corte.
"Questa sentenza, come avvenne per quella dello stupro e i jeans, sarà 'seppellita con ignominia' dalla stessa Corte di Cassazione: ossia non troverà mai spazio nel 'Massimario' e, anzi, verra' citata come esempio negativo di come una sentenza non dovrebbe mai essere scritta ne' motivata". Questa l'assicurazione che viene direttamente dai 'piani alti' della Suprema Corte che non condividono assolutamente il verdetto - emesso dalla Terza sezione penale del 'Palazzaccio' - favorevole a considerare come caso di "minor gravita"' quello della violenza sessuale ai danni di una minorenne che ha gia' avuto rapporti. "La nostra giurisprudenza e' costante - sottolineano dalla Suprema Corte - nel senso di dare la massima tutela alle vittime della violenza sessuale, compreso il caso in cui a subirla siano le prostitute: questa sentenza e' uno sbaglio". "E potra' essere corretto dagli stessi giudici della Corte di Appello di Cagliari che hanno lo spazio - si fa notare - per ribadire il 'no', nel giudizio di rinvio, alla richiesta di attenuanti avanzata dal violentatore". January 28 da Glamour.comBaciarsi fa bene. E non solo alla coppia
Per le donne il bacio conta più del sesso. Peraltro, baciare con regolarità fa bene alla salute. Lo rivelano due nuovi studi di Alice Politi
«Nessuna sventura può colpirmi quando ella mi concede un bacio», cantava il poeta trovatore Colin Muset nel 1400. Senza immaginare che la scienza, a distanza di sei secoli, gli avrebbe dato ragione. Uno studio realizzato dall’Università di Vienna sostiene infatti che baciare con regolarità fa bene alla salute, al pari di una medicina. Un bacio lungo e appassionato abbassa la pressione sanguigna nonché i valori di colesterolo nel sangue, prevenendo in questo modo il rischio di infarto. Anche le difese immunitarie ne escono rafforzate. Perché in ogni bacio viene liberata una grossa quantità di batteri, che si trasmettono da un partner all’altro stimolando la produzione di nuovi anticorpi. Il significato che il bacio riveste per le donne e per gli uomini è invece il tema della ricerca condotta dalla sessuologa Ingelore Ebberfeld di Brema. Secondo lo studio tedesco, condotto su un campione di 514 persone fra i 16 e i 91 anni, mentre gli uomini tendono a considerare il bacio come un’abitudine, per le donne rappresenta una componente fondamentale dell’intimità di coppia, al punto da ritenerelo più importante del sesso. Di più: i due terzi delle donne che hanno risposto all’inchiesta della sessuologa ritengono che un uomo che sa baciare sia anche un bravo amatore. In generale, a dire di baciare volentieri è stato il 56 per cento delle donne intervistate contro il 44 per cento degli uomini. Soltanto mentre si fa l’amore l’atteggiamento dei due sessi sembra coincidere: il 10,7 per cento degli uomini e il 9,7 per cento delle donne hanno infatti dichiarato di non baciare durante il rapporto.
Che forza che ha un bacio!!!
December 08 dalla rivista "Glamour"Primo approccio con lui?
Sfodera la passione... Secondo il sondaggio sui single realizzato da Parship, la maggior parte degli uomini intervistati si dichiarano totalmente “rapiti” dalla donna che mostra desiderio ----------------------------------------------------------------------------------------------
Hai da poco intrapreso una nuova relazione: l’attrazione fisica è forte e ti chiedi come comportarti al primo incontro sessuale? Il sondaggio realizzato on line da Parship sui single in Italia, ha focalizzato l’attenzione anche sul tipo di approccio più desiderato dagli uomini. Risultato? Premesso che sentimenti, sensi e passione muovono oltre il 76 per cento degli uomini, il 20,3 per cento di loro ha dichiarato di non riesce a resistere a un approccio romantico (i visi che si avvicinano spontaneamente sempre di più; un ballo lento, stretti stretti; un giro in macchina per vedere le stelle). Il 30,5 per cento è invece “fulminato” da un approccio appassionato (quando negli occhi del partner c’è intensità e desiderio, eccitazione; i corpi di incontrano e si toccano senza volerlo) e un altro 25 per cento non riesce a resistere al richiamo sensuale (la voce calda della partner che scende dentro; la musica giusta; l’odore-profumo della pelle). E gli uomini del tipo “che non chiedono mai”? Soltanto l’1,69 per cento preferisce un approccio deciso (uno dei due prende l’iniziativa, piazzando una mano nel punto giusto). Quasi a pari merito si trovano trasgressione (11, 9 per cento, bagno nudi a mezzanotte; un gioco di coppia; la possibilità che qualcuno veda) e, un po’ a sorpresa, la prudenza (10 per cento, se il desiderio cresce.. prima di chiede il permesso all’altro: “posso baciarti?”). Le donne single? Secondo il sondaggio Parship sono decisamente intrigate da un corteggiamento sensuale (43, 4 per cento) e poi, a decrescere, romantico (20,7 per cento) e appassionato (17 per cento). Il 9,4 per cento, infine, preferisce un approccio deciso e solo il 5,3 per cento prudente. ------------------------------------------------------------------------------------------- |
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