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    August 13

    nuove melodie come tracce nascoste dei miei desideri...

     

    F4 (1854) / J5 (1854)

    I have a Bird in spring
    Which for myself doth sing -
    The spring decoys.
    And as the summer nears -
    And as the Rose appears,
    Robin is gone.

    Yet do I not repine
    Knowing that Bird of mine
    Though flown -
    Learneth beyond the sea
    Melody new for me
    And will return.

    Fast in a safer hand
    Held in a truer Land
    Are mine -
    And though they now depart,
    Tell I my doubting heart
    They're thine.

    In a serener Bright,
    In a more golden light
    I see
    Each little doubt and fear,
    Each little discord here
    Removed.

    Then will I not repine,
    Knowing that Bird of mine
    Though flown
    Shall in a distant tree
    Bright melody for me
    Return.

     - Emily Dickinson -

        Ho un Uccello in primavera
    Che per me sola canta -
    La primavera ammalia.
    E quando l'estate s'avvicina -
    E quando la Rosa appare,
    Il pettirosso se n'è andato.

    Ma non me ne rattristo
    Sapendo che l'Uccello mio
    Pur se volato via -
    Impara al di là del mare
    Nuove melodie per me
    E tornerà.

    Sicuri in una più salda mano
    Custoditi in una più fidata Terra
    Sono i miei -
    Ed anche se adesso vanno via,
    Dico al mio cuore in ansia
    Essi sono tuoi.

    In più sereno Splendore,
    In più dorata luce
    Vedo
    Ogni piccolo dubbio e paura,
    Ogni piccola discordia di quaggiù
    Sparita.

    Dunque non mi rattristerò,
    Sapendo che l'Uccello mio
    Pur se volato via
    Da un albero lontano
    Splendenti melodie per me
    Invierà.

    April 23

    23 aprile 2009

     
    Imprigionami - ancora canterò
    Scacciami - il mandolino
    dentro di me risuonerà sincero.
     
    Uccidimi - e, inneggiando, fino al Cielo
    salirà la mia anima,
    sempre tua.
     
    Emily Dickinson
    1865
     
    Rosa rossa
     
     
    January 26

    "L'eloquenza" di Maria Luisa Spaziani

     
    Con timoroso stupore accedo alla tua nudità
    (guizza il pesce di marzo della luce),
    inguini, anfratti, e già un corallo pallido
    di vene traccia mappe d'eldorado.
     
    Dormi, e il silenzio è cambalo stregato
    che ci percorre il sangue ricongiunto.
    Scivola sul pendio di neve azzurra
    la mano-luna in brividi e tepori.
     
    Amarti... Ma il linguaggio è una gabbietta
    di cornacchie assai rauche. La più saggia
    eloquenza sarà tacerti accanto,
    mio germoglio che dormi sulla neve.
     
    24/01/2009
    July 31

    30 luglio 2008

     
    Ieri.
     
    (Le stelle, azzurre.)
     
    Domani.
     
    (Stelline bianche.)
     
    Oggi.
     
    (Sogno - fiore addormentato nella valle della gonna.)
     
    Ieri.
     
    (Le stelle di fuoco.)
     
    Domani.
     
    (Le stelle, violacee.)
     
    Oggi.
     
    (Questo cuore, oh Dio mio! Questo cuore che sussulta!)
     
    Ieri.
     
    (Memoria delle stelle).
     
    Domani.
     
    (Le stelle rinserrate).
     
    Oggi...
     
    (Domani!)
     
    Avrò nausea forse sopra la barca?
     
    Oh, i ponti dell'Oggi per il sentiero dell'acqua!
     
    "Canzone con movimento" di Federico Garcìa Lorca
    May 24

    la mia poetessa preferita!

     

    (358)

     

    Se alcuno cade, ditegli che questo che ora e’ in piedi

    anch'egli venne meno e capi’ di rialzarsi

    solo dai fatti - non perche’ sentisse

    passare la stanchezza o ritornare la forza.

     

    E ditegli che il peggio si placa in un momento;

    la paura e’ nel sibilo che precede la palla.

    Quando la palla e’ entrata, con essa entra il silenzio:

    la morte annulla il potere di uccidere!

     

    Emily Dickinson c.1862

     
    184406_distesa1
    September 05

    io&te

     
     
    [511]
     
    Se tu venissi in autunno,
    io scaccerei l’estate
    un po’ con un sorriso ed un po’ con dispetto,
    come scaccia una mosca la massaia.
     
    Se fra un anno potessi rivederti,
    farei dei mesi altrettanti gomitoli
    da riporre in cassetti separati,
    per timore che i numeri si fondano.
     
    Fosse l’attesa soltanto di secoli,
    li conterei sulla mano,
    sottraendo fin quando le dita mi cadessero
    dentro la terra di Van Diemen.
     
      
    Fossi certa che, dopo questa vita,
    la tua e la mia venissero,
    io questa getterei come una buccia
    e prenderei l’eternità.
     
    Ora ignoro l’ampiezza
    del tempo che intercorre a separarci,
    e mi tortura come un’ape fantasma
    che non vuole mostrare il pungiglione.
     
    - Emily Dickinson 1862 -

     

     

    July 30

    "Chi sono?" di Aldo Palazzeschi

     
    Chi sono?
    Sono forse un poeta?
    No certo.
    Non scrive che una parola, ben strana,
    la penna dell'anima mia:
    "follia".
    Sono dunque un pittore?
    Neanche.
    Non à che un colore
    la tavolozza dell'anima mia:
    "malinconia".
    Un musico allora?
    Nemmeno.
    Non c'è che una nota
    nella tastiera dell'anima mia:
    "nostalgia".
    Son dunque... che cosa?
    Io metto una lente
    dinanzi al mio cuore
    per farlo vedere alla gente.
    Chi sono?
    Il saltimbanco dell'anima mia. 
     
    "Chi sono?" di Aldo Palazzeschi (1885-1974)
     
    maschera
    July 01

    "Lamento" di Herman Hesse

     

    Non ci è dato di essere. Noi siamo
    soltanto un fiume, aderiamo ad ogni forma:
    al giorno ed alla notte, al duomo e alla caverna
    passiamo oltre, l'ansia di essere ci incalza.

    Forma su forma riempiamo senza tregua,
    nessuna ci diviene patria, gioia o pena,
    sempre siamo in cammino, ospiti sempre,
    non c'è campo né aratro per noi, né pane cresce.

    E non sappiamo cosa Dio ci serbi,
    gioca con noi, argilla nella mano,
    muta e cedevole che non piange o ride,
    mille volte impastata e mai bruciata.

    Potessimo, una volta, farci pietra, durare!
    Questa è la nostra eterna nostalgia,
    ma un brivido perdura a raggelarci
    e non c'è pace sulla nostra via.
     
    Hermann Hesse
    May 22

    leggi con attenzione

     

    "Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.

    Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.

    Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati.

    Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.

    Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino:
    ”mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa”.

    La vecchia sorrise:
    ”ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
    Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola.
    Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa”.

    Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto.

    Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra presenza sia interessante e gratificante.

    Perciò... ricordati sempre di annaffiare i fiori dal tuo lato del sentiero."

    May 15

    "Tu che passi fischiando..." di Alda Merini

     
    Tu che passi fischiando
    lungo i tuoi rivi di vita assente,
    giovane adolescente gagliardo
    che guardi l’erba e la falce
    con divina sapienza, ascolta:
    chinato sulla terra
    è forse il fiore della tua rivolta,
    la rosa che disfatta
    geme l’apoteosi
    della maturità di donna, e tu la vedi
    dissepolta tra i numi delle zolle
    e non osi toccarla, ché sarà,
    dici a te stesso, infame.
    Se forse a un certo gravido momento
    questa rosa disfatta sulla terra
    sorriderà al tuo piede che cammina,
    adolescente, impara:
    non sono soltanto verginali
    a volte le fanciulle,
    ché anche i vecchi
    han palpiti d’amore,
    di amore chiuso dalle rimembranze.
     
    “Tu che passi fischiando…” di Alda Merini
    May 07

    ...dolore... dopo una telefonata...

     

    Esiste anche un dolore tanto estremo

    che inghiotte tutto l’essere,

    poi ricopre l’abisso di delirio

    così che la memoria può aggirarlo,

    traversarlo od ascenderlo,

    come chi è ipnotizzato

    sicuro avanza là dove da sveglio

    sfracellerebbe tutte le sue ossa.

     

    Emily Dickinson  - 599

    anno 1862

    April 30

    Tu corri alla sorgente!!!

    <<Amico siediti. Ti racconterò.. Ascolta con il cuore altrimenti sentirai soltanto il brusio delle parole, ma non gusterai il sapore della loro carne! Avevo vent'anni oppure 25 o più o meno non importa! Volevo vivere ma non sapevo per che cosa vivere nè come vivere. Cercavo, cercavo fino all'angoscia sbattendo contro i miraggi dei miei deserti.. avevo fame e sete di vita ma non trovavo cibo che mi potesse saziare.. "L'importante è vivere" dicevano "fai tutto ciò che hai voglia di fare e sarai felice" così ho fatto ma non ho trovato affatto la vera felicità , un amico mi disse "va a trovare il saggio" così feci. "La prego" supplicai "mi aiuti a vivere, ho fame e sete di vita ma non trovo cibo che mi possa saziare, io voglio vivere.." Il saggio non mi lasciò finire, alzò la testa e lentamente mormorò: "non si tratta di vivere ma di amare", "ma la vita viene prima, dissi, nessuno può amare se prima di tutto non è vivo"! Mi rispose: "No, nessuno può vivere se prima di tutto non è amato. La vita è un fiume non una sorgente! Se essa scorre in te, in me, in tutta l'umanità vuol dire che essa viene da una sorgente che è AMORE! Se vuoi vivere non trattenere la tua vita per te, essa deve accarezzare altre sponde, irrigare altre terre. Tu corri alla sorgente".>>
     - Michel Quoist -
     
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    January 31

    ricordando... mentre sono sola...

     
    LXXX. 
     
    Non conoscevi te stesso quando abitavi da solo;
    non un messaggio veniva gridato quando il vento
    correva da una spiaggia all'altra.
     
    Io venni e tu ti destasti,
                                          ed i cieli fiorirono di luci.
    Mi facesti sbocciare in molti fiori;
    mi cullasti nella culla di molte forme;
    mi celasti nella morte
                                         e mi ritrovasti nella vita.
     
    Venni, e il tuo cuore si gonfiò;
    conoscesti il dolore e la gioia.
    Mi sfiorasti e m'accendesti d'amore.
     
    Ma sui miei occhi c'è un velo di vergogna
    e nel mio petto un tremore di paura;
    il mio volto è velato e io piango
                                          quando non posso vederti.
     
    E pur conosco l'infinita sete
                                           di vedermi che c'è nel tuo cuore,
    la sete che grida alla mia porta
    bussando ogni mattina con i raggi del sole.
     
    "Rabindranath Tagore"
    December 18

    dopo una telefonata...

     
    “Le cose che ci accadono non sono mai fine a se stesse, gratuite
    ogni incontro, ogni piccolo evento racchiude in sé un significato,
    la comprensione di se stessi nasce dalla disponibilità, dalla capacità
    in qualsiasi momento di cambiare direzione."

    Va’ dove ti porta il cuore

    ~ Susanna Tamaro ~
    December 14

    pensando...

     

    Gabbiani

    Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
    ove trovino pace.
    Io son come loro,
    in perpetuo volo.
    La vita la sfioro
    com'essi l'acqua ad acciuffare il cibo.
    E come forse anch'essi amo la quiete,
    la gran quiete marina,
    ma il mio destino è vivere
    balenando in burrasca.

    "Vincenzo Cardarelli"

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    November 14

    dal libro "Ho voglia di te"...

     
    “Mamma, io esco.”
    “Va bene Gin. Telefonami però se fai troppo tardi. Fammi sapere se torni per cena. Voglio farti quella pizza che ti piace tanto.”
    Non sento neanche le sue parole.
    “Sì, grazie mamma.”
    Mi metto una felpa e decido di uscire, di perdermi così, senza tempo. Solo io posso capire. Ho desiderato tanto tutto questo. E ora? Niente, ora mi ritrovo senza niente, senza il mio sogno. Ma era tutto vero poi quello che avevo tanto sognato? Non mi va di pensarci. Sto malissimo. Uffa, non c’è niente di peggio che trovarsi in queste situazioni. Uno ne parla un sacco da fuori quando sente tutte quelle situazioni assurde che riguardano le altre persone, non so perché ma uno non pensa mai che ci possa finire dentro e poi invece tac! Ecco che succede, ti riguarda direttamente, neanche ti fossi portata sfiga da sola. Cavoli, Gin, devi fare i conti con il tuo orgoglio e la tua voglia di stare ancora con lui… Ma non mi va di fare conti, porca trota! Che palle! In matematica sono sempre stata una negata. E poi in amore non esistono equazioni e conti matematici! Mica c’è il ragioniere dei sentimenti, o peggio il commercialista dell’amore. Che, c’è da pagare anche la tassa sulla felicità? Cavoli come pagherei se fosse vero… Ma che voglia di lui ho però… Sono a ponte Milvio. Fermo la macchina e scendo. Mi ricordo di quella notte, di quei baci, la mia prima volta. E poi qui, sul ponte… Mi fermo davanti al terzo lampione. Vedo il nostro lucchetto. Mi ricordo di quando ha buttato la chiave nel Tevere. Era una promessa, Step. Era così difficile da mantenere? Mi metto a piangere. Per un attimo vorrei avere qualcosa dietro per rompere quel lucchetto. Ti odio, Step!
    Risalgo in macchina e parto. Me ne vado in giro così, senza sapere bene dove andare. Per un bel po’. Non so quanto. Non lo so. So solo che ora cammino al mare. Persa nel vento, distratta dalle onde, dalla cantilena delle correnti. Ma sto di un male. E poi mi sento così stupida. Non ci credo, non è possibile. Mi manca da morire quello stronzo, mi manca tutto quello che avevo sognato. Sì, certo, lo so, qualcuno mi potrebbe dire: “Ma Gin è normale. Cosa ti aspettavi? Era la sua ragazza! Step è partito per l’America per quanto stava male. E’ normale che ci sia ricaduto!”. Ah, sì? Ma sentilo. Dice così il tipo… Be’, allora si dà il caso che io non sono per niente normale, hai capito? Non mi ci sento e soprattutto non me ne frega niente! Sì, è così. E allora? L’hai capito o no, portasfiga che non sei altro… Ah, ma io lo so, ne sono certa…Tu avevi pensato fin dall’inizio che sarebbe accaduto tutto questo, vero? Da quando è iniziata la nostra storia… Be’, sai che ti dico brutto jellatore che non sei altro? A me non me ne frega proprio niente di niente. Perché io sono pazza! Va bene? Sì, sono pazza. Pazza di lui è vero, e di tutto quello che avevo sognato. Quindi te lo dico subito, se ti incontro, io ti spacco la faccia. Anzi no, meglio. Visto che proprio lui insisteva tanto su questo, ti faccio un terzo dan che te lo ricordi a vita. E poi tu non puoi neanche immaginare quanto io lo abbia desiderato.
     
    dal libro "Ho voglia di te" di Federco Moccia  edito da Feltrinelli cap. 75

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    June 30

    ...

    "Quando ci si innamora finalmente si nasce."

     

    Roberto Benigni

    May 24

    condivido!!!

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    "La femminilità è qualcosa di invisibile e profondo, che non c'entra con il rossetto e i tacchi a spillo."

    Margot Sikabonyi

     

    March 06

    dal libro "Tre metri sopra il cielo" di Federico Moccia

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     Step si avvicinò a Babi.
    <<Peccato, ti saresti divertita.
    A volte la paura è proprio una brutta cosa.
    Non ti fa vivere i momenti più belli.
    E' una specie di maledizione se non sai vincerla.>>
     
     
    January 24

    ...

     

    "L'attesa attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi"

    F. de la Rochefoucauld

     

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